Alessia Tino

Biografia

Alessia Tino, nata a Roma, il 19 Luglio 1978. Amo la mia famiglia, i miei quattro barboncini, la danza e il teatro, scrivere, disegnare. Amo il Giappone, i cappelli, e, ovviamente, fotografare! Fotografare è il mio sentire fluttuante, sospeso tra sogno e realtà; è il mio percepire, la proiezione di me stessa, di tutto ciò che sono. Indossa i miei stessi abiti, archivia e libera i miei stessi pensieri, è la dispersione delle coordinate spazio-temporali. E' una danza che mi scompiglia piacevolmente lo stomaco, è la costante sorpresa di restare senza fiato quell'attimo in cui il dito, che si abbassa sul pulsante, precede di poco il suono dello scatto. Ecco, penso che quel "click", riesca a toccare i punti più sensibili della mia essenza, e una foto sarà sempre pronta a ricordarmelo...
Immagini

foto n°1

Adoro i cappelli. Impazzisco letteralmente per i cappelli. Se un uomo indossa il cappello, e, sia chiaro, deve anche saperlo portare, vuol dire che ha anche una testa che sa portare bene per il mondo. Una donna che indossa il cappello, non si nasconde, si mostra piano, nell'attimo in cui, alzando di poco il volto, ti fa quasi perdere i sensi facendoti incontrare i suoi occhi. Chissà perché ho quest'adorazione per i cappelli?!...forse perché oltre a essere, a mio avviso, un bell'accessorio a volte simpatico, a volte austero, dai tanti colori o monocromatico che adorna il capo, è qualcosa di personale che rispecchia la propria essenza; con cui puoi giocare, con cui puoi creare zone d'ombra e di luce sul volto, con cui puoi trattenere e tenere al caldo i pensieri; un accessorio dal quale ti aspetti qualche piccola magia, che puoi far ballare a ritmo del tuo sorriso o di lacrime che vuoi celare, che ti presenta o congeda, il gesto è lo stesso, cambiano le intenzioni. Un accessorio che, magari grazie a una fortunata folata di vento, porta le parole e i gesti della tua testa a qualcun altro, librandosi prima armoniosamente nell'aria. Nella mia vita ho incontrato spesso persone che mi hanno regalato i propri cappelli, un gesto più intimo di una calda carezza...




foto n°2

Non aver paura. Fanno rumore i tuoi colori, e, allora, per me, sarà facile trovarti. Ti bacio i pensieri, uno a uno, e li racchiudo nel giallo dei nostri complici intrecci. Ti catturo col rosso, ti accarezzo con un tocco di rosa, con l'arancione ti amo, e, correndo nel blu, cercherò di avvicinarci alle stelle. Riempiamo il bianco con baci di vibrazioni calde, il nero con lunghi viaggi scalpitanti. Il verde dei tuoi sguardi attenti, ci sorriderà mentre rendiamo gioco qualcosa che gioco non è, e il viola sarà sempre lì, tra stomaco e testa, a ricordarci quanta paura faccia la costante sensazione di perderci e quella di ritrovarci.

foto n°3

Sequestrami in questo tango d'estate e non liberarmi. Almeno fino a quando le luci dell'alba non sorprenderanno i nostri corpi sotto un cumulo di sensazioni nuove. Seducimi tra paillettes, tessuti, e spicchi di pelle. La mia schiena è nuda, la tua mano destra mi cinge, elegante, passionale persino nell'estremità delle dita, sicura. Unione. Testa. Cuore. Stilli profumo di me e te mischiati in vortici di sensualità, palpitazione, provocazione, energia; in grovigli di intenzioni. Catturami le labbra e baciami come se fosse il nostro ultimo tango, il nostro ultimo abbraccio. Difficile lasciarmi andare. Lasciarti andare. Travolgimi in questa malinconia crepuscolare. Sorridimi nella consapevolezza di desideri fluttuanti. Il tuo sguardo colpisce, suggerisce respiri, gemiti, e in un ammiccamento sottile, sciolgo tensioni mentali. La tua mano destra continua a cingermi la vita, la sinistra tiene la mia, ma, le tue mani sono ben altrove. Le sento. Ti sento. Divengo leggera; tu mi trascini, io mi abbandono. Io sussulto, tu mi stringi di più. Le mie gambe si avvolgono alle tue, i tuoi brividi li percepisco nelle pupille che si ingrandiscono, che raccontano fantasie. I vestiti sono nudità. Gli sguardi sono nudi, come i sentimenti, come le inutili difese. Capogiri. È l'alba. Restiamo abbracciati.

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