Ermanno Ferrarini

Biografia

Mi chiamo Ermanno Ferrarini, classe ’62; fotografo da oltre 40 anni per passione. Casualmente alla Prima Comunione mi hanno regalato una Polaroid. E’ stato un colpo di fulmine; ho seguito un fotografo che mi ha spiegato vari trucchi e i primi passi da fare per raccontare con le immagini. Negli anni ho cambiato varie fotocamere, dalla Fuji alla Nikon, poi Minolta ed infine Nikon reflex e mirrorless. Dopo varie esperienze, anche professionali, ho iniziato a dedicarmi al ritratto, perché attraverso il viso è possibile conoscere la parte più intima e nascosta del soggetto. Prima di scattare, mi piace parlare con la persona che ho davanti, metterla a suo agio e capire fino a che punto è intenzionata a lasciarsi scoprire. Perché noi con il viso, comunichiamo emozioni, diamo un'identità di noi stessi.

Immagini

Conoscere l’altro attraverso lo sguardo, l’espressione del viso.
Con Luisa non è stato facile subito; in lei c’era paura e vergogna.
Dopo una bella chiacchierata, tutto è scomparso e il suo volto è diventato il mio biglietto da visita, oltre che un’amica.

Le persone quando si lasciano ritrarre, fanno entrare nel loro intimo il fotografo, che le seziona, a più livelli; deve accorgersi subito delle fragilità, paure e potenzialità del soggetto, in modo da poterne estrarre tutta l’essenza e farla conoscere a colui che guarda il ritratto.

Attraverso il ritratto si possono percepire vari sentimenti: rabbia, dolore, tradimento.
Ma tutto questo può diventare uno stimolo per rialzarsi, un sentimento di speranza e voglia comunque di condividere.

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