Flavia Tartaglia

Biografia

Odio la repressione del mio io, odio perché amo, amo il vivere del mio io. Il mio io è… Arte e Amore, il resto è morte. Organizzatore teatrale, giornalista e direttore di testata giornalistica, fotografa pubblicitaria Pro, amante dell’arte, della sensibilità artistica, dell’educazione, del buon gusto, dell’eleganza, delle realtà bellissime, e per tanto non comuni, che pochi notano e che a me fanno innamorare di chi le nota, amante di una collana di perle deposta distrattamente tra la macchina da scrivere ed il grammofono e che non ricordi più dov’è, amante delle premure di chi ti porge la collana di perle che credevi di aver perso perché fa attenzione a te. Amante della magia. Visionaria. Hai mai visto i tuoi sogni entrare ed uscire dagli occhi di una donna? Come i conigli dai cilindri, come un incantesimo.

Immagini

Foto n°1 LASCIATI ANDARE

Certe culture diedero ad un velo il compito di negare la donna.
Chissà come andò, chi ci pensò, perché.
Forse furono le linee, qualcuno si perse in quelle curve pericolose ma non evitabili, visse l’inferno e andò dicendo che l’apparenza non fosse sostanza, che la sessualità non fosse spiritualità, che la sensualità non fosse il valore del sensibile, che la femminilità non fosse venerazione, danza celeste, che lo sguardo non fosse magnetismo, credette di negare così anche il potere di lei di smembrare ad una ad una ogni fibra di ogni trama di ogni velo.
Verrà qualcuno, poi, che dirà... lasciati andare alla visione!

Foto n°2 SENSIBILITA’ ARTISTICA

A Pompei, durante una rappresentazione teatrale, mi parve che tutto il teatro fosse un po' meno teatro quando una ragazza si poggiò ad un pezzetto di muro, lo abbracciò tutto il tempo, poi mi disse più o meno "Non l'ho mai toccato da dentro, lo capisci cos'è questo muro? La storia!". Mi sembrò che tutti gli esseri umani fossero un po' meno umani illuminata da quella sensibilità. Io dinanzi all'arte m’innamoro ma quando l'arte è l'identità di una persona è peggio. Allora "Vieni con me ai templi di Paestum - le dissi piú o meno – solo tu puoi essere lì, toccare a piedi nudi lo stilobate, carezzare trame scanalate di fusti dorici esaltando le loro rette e i tuoi pois, elevarti in quella sacralità, mi piace l’altezza delle persone, più in alto sei più forti sono le radici, e prestarmi la tua emozione". Magari un giorno dirò che questa storia è iniziata dai templi dorici, dirò che questa storia è iniziata come inizia un libro di storia dell'arte.

Foto n°3 A TEATRO

Sento che questo è il luogo dell’emozione, ogni giorno qui è l’occasione dell’amore. L’occasione per chi mette fazzoletti nelle giacche e va a teatro sperando che accanto a sé segga una donna che a teatro piange.
Tutto ha inizio da uno stimolo emotivo, De Filippo disse “Così si fa teatro! Il cuore ha tremato sempre tutte le sere, anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato”.

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