Isabella Paciolla

Biografia

Isabella Paciolla, Medico Veterinario, specialista in Tecnologia e Patologia delle specie avicole, del coniglio e della selvaggina.

Nata a Bari nel 1989. Da sempre appassionata di Medicina, di animali, e di ogni forma d’arte; in particolare appassionata di lettura, scrittura, fotografia e cinema.

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IL FUTURO È GIÀ OGGI

Giovanni si alza, va verso la sua nuova cucina. È deserta questa mattina, nessun coinquilino, nessun gatto in giro. Fa colazione con ciò che è rimasto della pizza della sera precedente. Si lava. Cerca la giacca di velluto ocra che aveva riposto accuratamente nel cartone come sua prima scelta per questa giornata perfetta; e parte. Sa già dove andrà. Sa già da chi comincerà oggi.

Il suo ex professore insegnava ancora lettere e filosofia alla sua vecchia università. Lo deve raggiungere. Gli deve parlare.

“Devi liberare il tuo io.”

Questo gli aveva sempre insegnato, ed ora finalmente aveva capito a cosa si riferiva. Forse era stato l’unico fino ad ora a comprendere la sua natura più profonda.

Il teatro lo rendeva vivo. Poteva essere chi voleva, poteva essere migliore, così come poteva essere il peggior cattivo di sempre.

Era la parte che lo richiedeva, e Giovanni non voleva deludere il personaggio, né chi andava a vederlo e ad ascoltarlo. Doveva affascinare, ma anche suscitare odio, invidia, far innamorare.

Giovanni era così preso dal suo teatro che a volte lo portava anche a casa. Capitava che quando tornava dopo un pomeriggio di mimo in centro, rimaneva ancora vestito e truccato in casa. Un argentato uomo settecentesco dietro ad un pc che mangiava un panino con doppio strato di hamburger. Era una scena che non poco era rimasta impressa nei ricordi dei compagni di studio dei suoi coinquilini che lo trovavano in cucina mentre passavano a prendere un bicchier d’acqua.

E lui continuava il suo show. Lo show della sua vita, e delle vite di tutti i suoi personaggi.

Quel giorno avrebbe presentato la sua prima opera scritta, ideata, pensata, vissuta totalmente da lui.

Quell’opera racchiudeva l’essenza della sua vita, basata sulla speranza.

Non vedeva l’ora di ascoltare il parere del suo professore.

Voleva lasciargli il manoscritto di persona, non voleva spedirlo o farglielo recapitare da altri. Non doveva essere informale. Era il passaggio di mano in mano, da uomo a uomo, di ciò che lui aveva capito della vita e di quello che avrebbe potuto essere in futuro.

PANE E VITA

In un pomeriggio di un freddo inverno Gleb colpì Borislav con un masso. Aveva fame, ed era stanco di sentire ancora le sue storie riguardo al suo essere di nome e di fatto un grande combattente.

Borislav era steso lì a terra, ai suoi piedi, grondante di sangue di un colore rosso acceso. Era caldo. Gleb lo abbracciò, leccò il suo sangue. Gli diede un morso sulle labbra. Il primo di una lunga serie.

LETTERA A BABBO NATALE: AAA NUOVA VITA CERCASI

Caro Babbo Natale. Non so se chiamarti davvero Babbo, uno in realtà io ancora non ce l’ho; ma mi hanno consigliato di scriverti, di definirti così, qui dove sono.

Giustamente vorrai sapere dove sono, nel caso in cui vorrai esaudire il mio piccolo e semplice desiderio, ti servirà saperlo per venire a trovarmi. Sono in un luogo pieno di altri animali ed anche qualche persona. Sono tutti indaffarati a salvare vite sia animali che umane; a studiare, a coccolare. Sono loro che mi hanno recuperata ed accolta qui. Mi hanno lavata, mi hanno sfamata, mi hanno regalato dei fratellini, mi hanno liberata dai vermetti che avevo in me e che rubavano il mio cibo. Mi hanno liberata dalle pulcette che saltavano su di me e mi solleticavano giorno e notte non facendomi dormire bene. Hanno regalato una nuova vita alla mia sorellina.

Ogni giorno ho sperato che fosse arrivato il mio turno, ma non è successo, e sono ancora qui.

Quindi, caro Babbo Natale, è proprio questo che ti chiedo per il mio primo Natale in questo mondo: una nuova vita; una nuova famiglia. Qualcuno che mi ami, che mi accolga; ma non solo per Natale; per tutta la vita! A Natale, con un fiocco rosso attorno al collo, sotto l’albero, sarei sicuramente molto carina, ma non è quello che voglio. Voglio amore. Croccantini e coccole. Giochi, amici ed attenzioni. Voglio salute e sicurezza. Voglio tenerezza e comprensione. Voglio rispetto.

Sicuramente sporcherò, abbaierò e romperò qualcosa. Anzi, ti avviso subito; mi piacciono molto i lacci delle scarpe ed i pezzi di carta. Adoro le ciotole sia piene che vuote, ma soprattutto piene.

Mi piace versare a terra l’acqua fresca e pulita della ciotolina appena riempita.

Voglio qualcuno che impari a conoscermi e che voglia crescere e creare una vita assieme.

Voglio amore.

Grazie Babbo Natale.

Ah, anche se l’ho già detto voglio ricordare, anche qualche croccantino, una coperta calda e qualche coccola ogni tanto.

Buon Natale, Babbo.

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