Jessica Dutto

Biografia

“Sono nata in un piccolo paesino della Valle Varaita il 23 Luglio 1992.
Ho conosciuto sin da subito il “Male dell’anima” che sin dall’infanzia ha cominciato a divorare i miei occhi dall’interno, costringendomi ad affezionarmi al buio ancor prima che ai miei amici. Negli anni conobbi uomini, donne e capii ben presto che i mostri non risiedevano in quell’ombra dentro la mia anima ma, all’esterno, in un luogo molto vicino a me che della mia adolescenza si cibarono voracemente. Ho rischiato più volte di morire per mano mia e mano d’altri poiché non mi aspettavo più nulla dalla mia esistenza. La mia famiglia non seppe darsi pace quando, nonostante ogni loro sforzo, tutto sembrava vano...Conobbi un giorno un Uomo che mi prese per mano e mi aiutò a risalire quella voragine nella quale ero sprofondata negli anni; egli mi donò una macchina fotografica e mi accompagnò nel mio cammino. Passo dopo passo.
A quell’Uomo non potrò mai dire sufficientemente GRAZIE per ogni cosa...
Adesso, se mi guardo indietro e ripenso a tutto ciò che è stato, non posso far altro che sorridere, consapevole che la felicità e l’amore saranno al mio fianco per il tempo a venire, fino a che il mio momento giungerà al termine.”

Jessica Dutto – Ciò che sono – Gennaio 2019

Immagini

“Fu in un caldo mattino di febbraio che t’incontrai.
I tuoi occhi erano pieni di vita, i miei spenti e lucidi.
Spiegar non posso come di te m’innamorai
e crederci non volli il primo giorno che ti vidi.

Solo in riva a quel grande mare
ti dissi che io non sapevo cosa volesse dire amare,
perché nella mia vita
l’amore sempre mi sfuggì tra le dita,
come sabbia fine e grezza
non conobbi mai la dolcezza di una carezza.

Ma tu mi guardasti in viso
e vidi aprirsi quel sorriso.
Il tuo bacio sulla fronte,
il tramonto all’orizzonte.

Fu l’attimo perfetto
e così con tanto affetto
rimembro or ora quel momento
che dalla vita cancellò il tormento.

Grazie a quel semplice gesto
ancor oggi a dirti grazie resto,
e con te fino all’ultimo battito vibrante
voglio viver ogni istante.”

Jessica Dutto – A te – 15 Gennaio 2019

“La bellezza, una virtù soggettiva, messa in discussione anche di fronte all’ evidenza.
La semplicità dell’esser qualcosa di insignificante agli occhi di molti ma stupefacente agli occhi di pochi.
Ciò che per me può essere stupendo, a te può non importare minimamente, ma questa è la splendida differenza tra gli uni e gli altri: vedere oltre le apparenza dell’ ESSERE e riuscire a scrutare il profondo dell’anima.
Non tutto è come appare. Una volta compresa l’importanza del guardare oltre, solo allora, potremmo dirci capaci di comprendere ciò che ci circonda con cotanta eleganza e semplicità.”

Jessica Dutto – Il senso della Bellezza – 22 Aprile 2018

“Ogni giorno ci viene fatto un REGALO del quale troppo spesso sminuiamo l’importanza.
C’è chi si desta e non si rende conto di quanto è fortunato perché al suo posto ci vorrebbe essere chi lotta per potersi svegliare.
Ho visto un uomo imprecare contro Dio perché di quell’auto sulla quale viaggiava non restano altro che lamiere contorte e lo diceva mentre sbatteva i piedi per terra...
Ho visto madri ignorare i propri figli nella richiesta di un abbraccio, quando vi sono donne che lottano per assaporare quell’attimo…
Ho visto persone buttare all’aria un patrimonio in una slot machine prendendosela con la fortuna per non essere stata dalla loro mentre uomini senza i vestiti addosso ridevano della propria povertà...
Ho visto donne farsi pagare per amore e bambine promesse in sposa per denaro...
Ho visto ragazzi ubriacarsi cercando sul fondo della bottiglia quel coraggio che avrebbe dovuto renderli migliori e chi, sul fondo di quel bicchiere, ha trovato la morte...
Dopo tutto questo, ti senti ancora così sfortunato?
Su queste mie parole voglio farvi riflettere. La vita spesso non ha un senso, ma è grazie a ciò che siamo qui. Grazie a questo siamo VIVI.”

Jessica Dutto – La fortuna di esser viva – Maggio 2018

LA PAURA

Chi non ha peccato scagli la prima pietra diceva un vecchio saggio. Chi non ha mai avuto paura di qualcosa nella vita? Sin da bambini siamo circondati dalle cose che ci terrorizzano che, con il tempo, impariamo ad affrontare e a superare. Ne siamo sicuri? Non è forse vero che nel nostro inconscio quel sentimento non sia ancora vivido e razionale?
Nella fattispecie mi riferisco alla semplice e naturale paura di parlare. Troppe volte ci si morde la lingua pur di non offendere, per non rovinare un’amicizia appena nata, per non perdere il posto di lavoro… Migliaia di variabili che si rivelano pericolose. Persino chi lo fa di mestiere spesso non dice realmente ciò che pensa.
L’ipocrisia regna sovrana in un mondo di bugiardi. E per colpa di cosa? Tutta dell PAURA!
La consapevolezza di ciò che ci terrorizza ci renderà onesti, ma non nei confronti degli altri. Ma di noi stessi. Abbiamo persino paura della nostra ombra ogni volta che usciamo di casa per via dello spettro del pregiudizio e di ciò che gli altri possono pensare di noi, di come ci poniamo nei confronti di chi ci circonda.
Leggendo queste righe penserete che questo è ciò che capita a me, scrittrice estemporanea. Ma sapete benissimo che in fondo vi riguarda più di ciò che credete.
Ed io lo so. Io sono la vera essenza della paura: il vostro IO.

Jessica Dutto – La Paura – 30 Luglio 2019

LA SEMPLICITA’ DEI NUMERI PRIMI

“Mi stai vicino. Mi stai confortando. Mi stai dicendo che non mi abbandonerai mai. Il mio padrone è la mia ancora, la mia stella polare che mi guida nel suo viaggio. Per tutta la mia vita sarò con te e ti amerò incondizionatamente. E non m’ importa se mi sgriderai quando sbaglierò. Non mi importa se mi allontanerai. Io sarò sempre lì per te.”
Credo che questo sia ciò che pensa questo piccolo cagnolino. Vi descrivo in breve la situazione: il bambino con la mamma decidono di entrare in un negozio nel quale è vietato l’accesso agli animali. Devono dunque lasciare il cucciolo ad attenderli fuori. Potevano passare anche gli anni, poteva venire giù il mondo, ma il cane non si muove dal punto in cui il padrone gli aveva detto di restare. Sono stata ad osservare la bestiola seduta al tavolino di un bar per circa una trentina di minuti, entro dentro a pagare, mi soffermo a fare due chiacchiere con il barista ed all’uscita lui era ancora lì. Aspettava. Capiva che loro sarebbero tornati. Aspettava fermo nella stessa posizione.
E noi poveri umani che ci scanniamo quando ci fanno attendere cinque minuti. Abbiamo troppo da imparare da loro, ma poca voglia di cambiare.

Jessica Dutto – La semplicità dei numeri primi– 06 Agosto 2019

Foto n°3

SGUARDI

Non vi è bisogno di parole per definire uno sguardo.
Ve ne sono di molteplici tipi: sinceri, profondi, veri, scrutatori, ammonitori, ossessivi, penetranti…
Ma nessuno di questi potrà mai essere lontanamente vicino a quello di un esemplare non umano.
La semplicità in cui ti osservano può far intuire quanto affanno si cela dietro a quegli occhi, di quanto l’animale sia consapevole della sua fragilità, di quanto sia grande la sua paura in quell’attimo fugace.
Restammo così, pochi secondi ad osservarci in silenzio.
Solo noi, il rumore del vento e lo scrosciare delle cascate alle nostre spalle.
Ed ho capito che tutto il resto non aveva più importanza, che questo istante avrebbe svelato le risposte che stavo cercando, che qualsiasi cosa facessi, in fondo, lei si fidava di me.
Poco più d’ un batter d’ali e se ne andò, lasciandomi con una certezza: la vita, per quanto breve possa essere, può diventare meravigliosa grazie alla fiducia.

Jessica Dutto – Sguardi– 17 Settembre 2019

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