Massimo Zampetti

Biografia

Classe 1962. Mi interesso di foto dal 1985, autodidatta, tecnica e fondamentali solo scattando e grazie a 2 riviste dell’epoca. Dopo una pausa dal 1992 a 2007 ricomincio da zero, cresco grazie alle comunità fotografiche virtuali. Caratteristiche: elaboro gli scatti fino ad ottenere più risultati. Nei miei scatti ce la quasi totale mancanza dell’elemento umano. Il progetto FOESIE... nasce dall’esigenza di unire la passione per la foto con la nascente passione per la poesia.
Immagini

foto n°1 RIFLESSI

“Non mi sento e... forse neanche lo sono... un fotografo, mi sento più un... visionario” Premesso ciò... è difficile, se non impossibile, descrivere il proprio lavoro e le proprie idee in così poco spazio, ho così scelto 3 “tecniche” che... credo... meglio descrivano il mio modo di intendere la fotografia. Cominciamo con i “riflessi” una tecnica fin troppo abusata ma che conserva comunque un proprio fascino e che permette di “deformare” la realtà mantenendone inalterate le basi. Aggiungerei, inoltre, che, a mio modesto parere, permette di esternare il dualismo che più o meno velatamente è in ciascuno di noi.

foto n°2 DESATURAZIONE PARZIALE

Una tecnica controversa che non incontra i favori di molti, fotografi o visitatori che siano, ma che permette di decontestualizzare un soggetto, un particolare, magari poco evidente, all’interno di uno scatto, elevandolo da comprimario ad attore principale oppure sovvertire il significato di uno scatto monocromatico o a colori che sia.

foto n° FOESIE

FOESIE è l'acronimo di “FOto” e “poESIE”, ovvero quando le mie poesie incontrano le mie foto. E' un open-project, non ha una fine... o credo non ne abbia almeno fintanto continuerò a “generare” poesie. Fermo restando la passione per la fotografia, ho cominciato, non molti anni fa, a sentire l'esigenza di raccogliere su carta, per non perderne memoria, quelli che erano e che sono i miei pensieri. Da lì ad abbinare a ciascun pensiero una foto il passo è stato breve e con il tempo la “cosa” è cresciuta fino ad assumere una connotazione abbastanza corposa e ancorché intimamente e strettamente personale, ad essere resa pubblica. Fino ad ora sono circa 60 volte che un mio pensiero incontra una mia visione. Infine una precisazione, come per la parte visuale “Non mi sento e... forse neanche lo sono... un fotografo, mi sento più un... visionario” per la parte testuale “Non mi sento e... neanche lo sono... un poeta, sono un pensatore... un pensatore ad alta voce.”

Video artista

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