Paolo Buso

Biografia

Paolo Buso - Phole - 10/04/1997
Hole in lingua inglese è tradotto con ‘buco’. Che in veneto sarebbe ‘buso’. Foneticamente è Paul.
Sono un designer.
Ora, insegno Tecnologia del legno.
Domani invece, vorrei fare il designer a tempo pieno.
Corro in bici, viaggio appena posso, leggo, ma sopratutto amo la fotografia.

Immagini

“Solo il sesto”: lo scatto n°6 in assoluto della mia storia fotografica.
Me lo ricordo come fosse ieri. Mi trovavo in Inghilterra, era un classico pomeriggio piovoso e finalmente mi decisi ad acquistare quella macchinetta che da mesi vedevo esposta in vetrina nel negozietto sotto casa. Quella che diventò la mia prima macchinetta professionale.
La sera, tutto fiero, uscii per fare qualche scatto, convinto che sarebbe stato sufficiente per tornare a casa con delle belle foto. Proprio così, a freddo. Di fotografia avevo sentito parlare ad un corso all’università, ma devo dire che ancora non ne sapevo nulla. Non sapevo nemmeno che ‘fotografia’ significa: scrivere con la luce. E ammetto che forse sarebbe stato meglio fare la mia prima esperienza come “fotografo” alla luce del giorno, ma ero cosi entusiasta del mio nuovo acquisto che non ci pensai e la notte stessa uscii per scattare le mie prime foto.
Al sesto click, in una strada qualunque della periferia di Plymouth, esce Lei: probabilmente lo scatto che mi ha fatto innamorare della fotografia.
Una foto così sbagliata, ma così vera. Una situazione banale: un garage con qualche graffito e un cespuglio, ma impreziosita da questo mosso e dalla luce del lampione. La banalità di tutti i giorni resa interessante da piccole cose: questo è ciò che ho visto e che continuo a vedere in questa foto.
Da allora Lei mi accompagna nel mio viaggio. L’ho reinterpretata in mille modi diversi, stampata altrettanti e soprattutto grazie a Lei ho capito cosa voglio comunicare con le mie foto: situazioni che trasmettono un’emozione, che riportano alla mente un ricordo prezioso. È il mio guru.

Qui
Te invocando
O sacra terra
D’Italia
Cademmo
Non cupidigia
Di conquiste
Non lusinga di avventure
Ci spinse
Ma la religione
Della patria
Queste zolle
Tramutammo
In altare
Qui verranno
Generazioni venture
A temprare l’anima
Alle idealità supreme
Guido Poggi - MCMXV

Essendo un designer, quello che faccio è pensare, progettare e costruire le cose. Che esse siano: un tavolo, un cucchiaio o un sistema. Applico poi, la mia passione fotografica nei miei prodotti per raccontarli al meglio.
“Frogger” è un tavolo con destinazione ufficio pensato per persone creative: designer, architetti, artisti. Infatti la loro scrivania è sempre occupata da disegni e strumenti vari. Per questo l’idea è quella di aggiungere un ripiano “mobile” che all occorrenza viene usato come tale, oppure alzato per mandare un messaggio: non disturbatemi. Inoltre la posizione delle gambe può essere spostata per permettere di avvicinare altri “Frogger” e lavorare in gruppo o tenere una riunione.

Video