Sophie Parasiliti

Biografia

Ho spento la mente, per accendere gli occhi.

Immagini

“La mia attesa”
“Sento un dolore che sa di me.
Non può cambiare,
anche se il tempo, spesso, gioca con se stesso
e con le nostre fatiche.
Io non posso cambiare,
né giocare con lui.
La mia mente, come il tempo, gioca con me.
Io rifiuto e spargo gocce di anima
dentro ogni vaso vuoto che incontro.
E loro si riempiono di me,
del mio dolore.
Una catena che, costringe chi mi ama,
a seguirmi.
Un dolore che macchia chi si fida di me.”

E questo enorme involucro,
che mi piace chiamare insicurezza,
mi stringe dentro
mi rabbrividisce fuori,
ma per qualche attimo
solo pochi istanti
io decido di perderlo.
Allora la metamorfosi,
nascosta parte di me,
scoppia,
lievemente nasce, forse
rendendomi un piedistallo.
Per me, per chi soffre ed io so..
Quell’apparire, quel mostrarsi fermi
È un’istante che non esiste.

Semaforo rosso,
un paio di auto davanti, poi lo vedo.
Sembra avere una ferita sulla fronte, al suo centro esatto.
Un buco ricucito a malo modo.
Si volta verso me e mi porge qualcosa,
non ho monete con me,
ma lo porterei via da lì.
Con me che ho un tetto, degli amori, un’auto..
Mi sono chiesta se è un bene
essere ciechi involontari di tale disumanità.
Non ci sono altri semafori per le vie che incontro,
non ci sono altri bambini feriti che si affacciano alla mia vita.
Ed io resto così, in un buio a cui non so dare più un valore.

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